Villa Bardini


Villa Bardini
Dopo il Giardino ora anche la Villa Bardini, completamente ristrutturata grazie all'intervento dell'Ente Cassa di Risparmio, viene riaperta al pubblico in tutto il suo splendore. E' questo un nuovo spazio espositivo che ospita ai piani superiori la collezione dello stilista Roberto Capucci e le opere di Pietro Annigoni, mentre il piano terreno è destinato a sede di mostre temporanee e verrà inaugurato con questa retrospettiva dedicata a Vincenzo Cabianca.
Casino di Delizia
La villa venne probabilmente costruita verso il 1641 dall'architetto Gherardo Silvani (1579-1675) per Giovan Francesco Manadori (1577-1656) su di una preesistenza di impianto medievale. La splendida posizione panoramica fece attribuire alla costruzione la denominazione di Villa di Belvedere: un edificio che ricorda i "Casini di Delizia" diffusi a Firenze tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, nate per la delizia dei signori e circondate da coltivazioni agricole con fini non solo produttivi, ma anche ornamentali.
Scalinata barocca
La villa di Belvedere appartenne in seguito alla famiglia Cambiagi e poi all'inizio dell'Ottocento a Luigi Le Blanc e a suo figlio Giacomo, quindi pervenne alla famiglia Mozzi nel 1839 in seguito alla riunificazione di tutta la proprietà, per passare successivamente con tutto il complesso alla famiglia von Carolath Beuthen dopo il 1880 e quindi nel 1913 a Stefano Bardini. La famiglia Bardini vi abitò per anni ed ora dopo un lungo e complicato iter burocratico amministrativo iniziato nel 1965 dopo la morte del figlio di Stefano Bardini, Ugo, e un lungo e minuzioso restauro, finalmente viene aperta al pubblico.

Per maggiori informazioni sulla villa e il giardino Bardini consultate il sito della Fondazione Parchi Monumentali Bardini-Peyron