Dal 12 luglio al 14 ottobre nella splendida cornice della Villa Bardini si possono ammirare un centinaio di dipinti di Vincenzo Cabianca tra cui capolavori come "l’Abbandonata" o inediti come “Vendemmia in Toscana”, testimonianze degli anni delle audaci sperimentazioni della “macchia” che Cabianca condusse con Banti e Signorini in Liguria e nella campagna toscana di Montemurlo tra il 1859 e il 1862, sperimentazioni che culminarono nel celebre capolavoro “Il mattino” e nei “Marmi a Carrara Marina” non più visto da quasi un secolo.

Vincenzo Cabianca, Marmi a Carrara Marina, 1861

Gli anni aurei della “macchia”, risultanza del momento centrale del sodalizio con gli amici macchiaioli nella campagna fiorentina di Piagentina e nei paesaggi marini di Castiglioncello e della Versilia, sono testimoniati da capolavori noti quali “Spiaggia a Viareggio” e “Un bagno fra gli scogli”.

Lo splendido “Ritorno dai campi” del 1862, non più esposto da decenni, è il dipinto attorno al quale ruoteranno scorci di campagna toscana, inediti o non più visti da tempo.

Cabianca, dopo il suo trasferimento a Roma avvenuto nel 1870, effettuerà diversi viaggi nella campagna romana, a Ischia, in Liguria, a Venezia e a Castiglioncello.

E’ un continuo peregrinare alla ricerca degli effetti di luce che egli poi renderà con straordinario vigore nelle sue tele. E’ il momento di “Strada a Palestrina”, “Nettuno”, opere che si relazionano con i contemporanei dipinti di Signorini “Strada ad Arcola” e Costa.

Gradatamente la sua ispirazione malinconica si arricchisce di motivi spiritualistici, in consonanza con il clima generale degli ultimi due decenni del secolo: ne nasce uno splendido capolavoro quale “Nevi romane”.

neve

La mostra si chiude con opere che rappresentano due temi fondamentali della produzione di Cabianca: la poesia dei chiostri e Venezia, opere che evidenziano l’evolversi del percorso dell’artista verso espressioni pittoriche pienamente novecentesche.

Accanto alle tele del pittore veronese si affiancano circa 25 dipinti di altri Macchiaioli quali Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega, Silvano Banti e Nino Costa.